Sicurezza nei viaggi: come proteggerti all’estero


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Il viaggio non soltanto allarga la mente; le dà forma.

(Bruce Chatwin)

Introduzione

Travel security rappresenta l’insieme delle misure e delle strategie adottate per garantire la sicurezza del personale durante le trasferte di lavoro. Mira a tutelare i viaggiatori da rischi quali terrorismo, criminalità, disastri naturali ed emergenze sanitarie o operative. Comprende la valutazione preventiva delle minacce, la pianificazione accurata degli itinerari, la gestione sicura di trasporti e alloggi, oltre all’assistenza continua sul posto. Un approccio strutturato alla travel security non solo protegge l’integrità dei dipendenti, ma salvaguarda anche la continuità operativa e gli interessi dell’organizzazione.

Sicurezza in viaggio: il ruolo chiave del Risk & Security Management

Le organizzazioni, oggi più che mai, devono saper identificare le minacce e i pericoli legati agli spostamenti all’estero, utilizzando gli strumenti che il settore del risk management mette a disposizione.
Questa analisi deve includere scenari complessi:

  • evacuazioni d’emergenza,
  • esfiltrazioni e rimpatri immediati,
  • gestione del capitale umano dislocato all’estero.

Con l’espansione delle multinazionali e la crescente internazionalizzazione delle PMI, il numero dei dipendenti in viaggio aumenta costantemente. Di conseguenza, la responsabilità del datore di lavoro — regolata dal Testo Unico 81/08 — diviene più stringente e richiede dimostrazioni concrete di analisi del rischio prima di ogni trasferta.

Rischi in continua evoluzione

Gli scenari internazionali possono mutare improvvisamente:

  • cambiamenti geopolitici,
  • situazioni climatiche o ambientali,
  • instabilità politiche,
  • periodi dell’anno a rischio,
  • minacce terroristiche.

Una valutazione non approfondita può mettere in pericolo i lavoratori e creare responsabilità legali per l’azienda.

CORSO FORMAZIONE H.E.A.T (Hostile Enviroment Awareness Training), un approfondito programma formativo e addestrativo. per la mitigazione del rischio nelle missioni all’estero.

Duty of Care: dovere di protezione

Il duty of care è il principio secondo cui l’organizzazione ha l’obbligo morale e giuridico di garantire la salute, la sicurezza e il benessere dei propri dipendenti, indipendentemente dal luogo dove svolgono il loro incarico.

Le normative, in particolare la UNI/ISO 45001:2018, rafforzano l’obbligo di pianificazione e protezione, richiedendo politiche chiare per la salute e la sicurezza dei lavoratori in trasferta.

Statistica allarmante

Uno studio GBTA ha evidenziato che:

  • 46% dei lavoratori viaggia per aziende senza una reale politica di travel security,
  • 22% non sa chi contattare in caso di emergenza all’estero.

Dati che testimoniano una carenza significativa nella pianificazione e formazione preventiva.

  • aumentare la consapevolezza interna,
  • definire procedure di gestione rischio,
  • valutazioni preventive,
  • localizzazione del personale in viaggio,
  • formazione continua,
  • gestione delle emergenze,
  • controllo dei fornitori esterni.

Formazione come strumento di prevenzione

Una corretta formazione del personale è fondamentale per:

  • riconoscere i rischi,
  • sapere come reagire,
  • prevenire situazioni critiche prima che diventino pericolose.

Rischi sanitari e profilassi

Il rischio sanitario è una variabile cruciale:

  • disponibilità di cure nel Paese ospitante,
  • anamnesi individuali,
  • accesso a medicinali,
  • profilassi obbligatorie o consigliate.

Il medico competente gioca un ruolo determinante nella pianificazione preventiva della trasferta.

Sicurezza alimentare e logistica

La sicurezza durante il viaggio comprende anche:

  • igiene alimentare,
  • condizioni del trasporto locale,
  • affidabilità degli alloggi,
  • monitoraggio degli itinerari,
  • qualità dei fornitori locali.

La sicurezza delle donne in trasferta

Le dipendenti donne possono essere esposte a rischi maggiori in Paesi con restrizioni culturali o religiose. Una politica di travel security efficace deve includere misure specifiche e protocolli dedicati.

Conclusioni

La sicurezza delle trasferte non è un semplice adempimento burocratico, ma un investimento strategico. Pianificare, prevenire e formare significa proteggere i lavoratori, migliorare la produttività e ridurre i rischi legali.

Un’azienda che gestisce correttamente il travel security management dimostra attenzione, responsabilità e una forte cultura organizzativa orientata alla tutela del proprio capitale umano.

Operazioni di sicurezza privata progettate specificamente per i viaggiatori internazionali.

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Autore dell'articolo

Massimo M.

Massimo M.

MASSIMO MICHIELI Site Security Supervisor , DPFSO, Security Manager UNI 10459/17, Security Officer Orion srl, Istruttore di tiro ISO 17024 Sad international. La mia esperienza nel mondo della sicurezza inizia nel 1995 alla Mostra del Cinema di Venezia come aiuto custode. Dopo il servizio militare nella Marina Militare Italiana (1998), lavoro alla Biennale di Venezia come addetto alla ronda interna per le Biennale di Arte Visive e Architettura, ottenendo nello stesso anno il brevetto di Addetto Antincendio e Gestione Emergenze Rischio Alto. Negli anni successivi ricopro ruoli di responsabilità in eventi di rilievo nazionale e internazionale, specializzandomi nel Close Protection. Nel 2006 lavoro in Uganda come responsabile della gestione del personale e supervisore per grandi opere edili, affrontando contesti complessi e multietnici, esperienza che rappresenta una grande crescita professionale e umana. Tornato in Italia nel 2008 collaboro con agenzie di sicurezza come responsabile e coordinatore per eventi nel settore spettacolo e politico. Oggi ricopro il ruolo di DPFSO, Site Security Supervisor, Fincantieri S.p.A., Security Manager UNI 10459/2017 , Direttore di Tiro Professionale certifica ICMQ /CERSA presso SAD INTERNATIONAL e Security Officer presso ORIONSRL.

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