Sicurezza all'estero

analisi del rischio all’estero


PRIMA DEL 2002

1994 D.lgs 626 Art. 4 (Obblighi del datore di lavoro, del dirigente e del preposto) del D.lgs 626/94 diceva:
“Il datore di lavoro, in relazione alla natura dell’attività dell’azienda ovvero dell’unità produttiva, valuta i rischi per la sicurezza e per la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, anche nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro”

DOPO IL 2002

Successivamente, nel 2002 l’art.4 è stato modificato così:
Art. 4 “Il datore di lavoro, in relazione alla natura dell’attività dell’azienda ovvero dell’unità produttiva, valuta tuttirischi per la sicurezza e per la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, anche nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro. “

Ciò significa che il datore di lavoro deve prendere in considerazione anche i rischi di origine criminosa e non solo di natura infortunistica.

CHI E` RESPONSABILE

In prima battuta, il datore di lavoro, in seconda battuta il responsabile del servizio prevenzione e protezione, cui può esser  delegata la responsabilità operativa

COSA SI DEVE FARE

Elaborare il documento di valutazione del rischio legato alla salute e alla sicurezza, oltre che:

  • Elaborare una strategia di prevenzione e protezione, con tempi certi di attuazione;
  • Attuare un programma di aggiornamento permanente del documento e delle iniziative correlate, come la formazione;

QUALI LE RESPONSABILITA`

  • Responsabilità penale;
  • La Responsabilità civile;
  • La tutela costituzionale dell’integrità psico-fisica;
  • Omicidio colposo per omissione;
  • Omicidio doloso.

cronaca

Trenta fondamentalisti islamici appartenenti della “GIA” uccide i tecnici della società franco americana Schlumberger nel campo petrolifero di Djelib nel deserto algerino. I responsabili della sicurezza in loco vengono condannati per omicidio colposo aggravato ex art 589 c.p per*: • negligenza, imprudenza, imperizia • omessa adozione delle misure idonee a tutelare l’integrità fisica dei lavoratori ex art 2087 codice civile

- 2004

19 ottobre 2016, indagato il manager della Bonatti con l’accusa di omicidio colposo e violenza ai sensi dell’art. 2087 CC a causa del rapimento e dell’uccisione di alcuni suoi dipendenti che stavano lavorando in Libia. I carabinieri hanno effettuato perquisizioni nella ditta per violazione della legge sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e quindi ipotesi di reato.

- 2016



La valutazione del rischio, per chi  lavora all’estero, chi e come la fa?
I lavoratori che operano all’estero sono esposti contemporaneamente a diverse tipologie di rischi, che molto spesso non sono ne ipotizzate ne tanto meno percepite, sia dall’azienda che dal lavoratore. Questo deficit espone inevitabilmente sia l’azienda che il lavoratore a rischi molto elevati che ovviamente si potrebbero ripercuotere in modo pesantissimo sul futuro dell’azienda.
Quali sono i rischi a cui un lavoratore potrebbe essere soggetto?
Se da un lato è relativamente semplice fare una valutazione dei rischi sulla tipologia di lavoro, non è altrettanto facile e scontata l’analisi dei rischi determinati dalla semplice permanenza del lavoratore nel paese estero, a causa della concomitanza di vari fattori quali la cultura locale o religiosa, la logistica, le situazioni sociopolitiche e la criminalità.

fattori di rischio

Territorio
Comprendono quelli derivanti da malattie endemiche (tipico quelle della malaria e quelle causate dalla flora e fauna locale), dalle condizioni meteo-climatiche (dal colpo di calore nel deserto all’ipotermia in Siberia), dai fenomeni naturali (monsoni, uragani, tempeste tropicali, terremoti, maremoti), dalle condizioni igienico-sanitarie (comprese le località di residenza dei lavoratori), dalle attività produttive svolte sia nelle immediate vicinanze del posto di lavoro che in quello di residenza (come ad esempio raffinerie, centrali nucleari, fabbriche con particolari tipologie di rischio, anche terroristico) ma anche dalla presenza di potenziali “obbiettivi sensibili” di svariata natura, e valenza variabile a seconda delle condizioni socio-politiche locali;

criminalità
La presenza di organizzazioni criminali è una delle minacce più serie per i lavoratori, in quanto di norma la criminalità locale vuole detenere il controllo dell’area e non permette ad aziende estere di insediarsi con facilità e senza pericoli, anche contravvenendo alle leggi locali. Oltre alla criminalità organizzata è necessario prestare molta attenzione anche alla delinquenza “comune” perchè un semplice furto potrebbe trasformarsi in un evento che mette seriamente a rischio la vita della  vittima.

cultura
La globalizzazione è la facilità di raggiungere paesi esteri sta portando i lavoratori sempre più spesso in aree con culture e situazioni molto diverse, per cui il modo di porsi nei confronti dei locali è fondamentale per evitare che si inneschino situazioni di tensione. Quando si è ospiti di un paese è necessario usare la massima cautela ed attenzione per evitare la nascita e la diffusione di sentimenti ostili che possono far scaturire azioni di varia natura.
Tra le matrici culturali, particolare attenzione va posta sull’aspetto religioso, che rappresenta un rischio molto concreto e tale pericolo assume maggiore rilevanza poiché la percezione di questa tipologia di rischio non è presente tra i locali, ma lo diviene nel momento in cui i locali entrano in contatto gente di religione differente.

socio politica
l’atteggiamento delle comunità locali per quanto riguarda la percezione dei lavoratori stranieri può variare enormemente. I lavoratori stranieri possono essere visti come trafugatori delle risorse del paese, oppure come valido aiuto per il miglioramento di vita del paese, e tutto questo  in base alla situazione politica del momento, con tutte le possibili sfumature comprese fra queste due antitetiche prospettive. Talvolta il Governo stesso del paese è considerato non rappresentativo delle comunità locali e, quindi, il fatto che autorizzi l’impiego di lavoratori stranieri può giustificare la condotta di azioni dirette anche contro gli stessi lavoratori stranieri, visti come strumento del governo. Qui le ambasciate e  consolati locali rivestono una funzione di informazione e supporto insostituibile;

logistica
I vari fattori sopra citati sono strettamente collegati alle attenzioni o meno che i lavoratori devono prestare durante i loro spostamenti, non bisogna dare niente per scontato. Partendo da questo aspetto è necessario concentrarsi sull’analisi del territorio, del contesto e di ciò che si definisce “esposizione sistematica al fattore di rischio” che lo possiamo tradurre con:

  • uso di veicoli non idonei allo spostamento;
  • uso di conducenti non adeguatamente preparati;
  • incapacità valutativa degli ambienti e delle situazioni;
decreto D.lgs 81/08

SOPRALLUOGHI ALL’ESTERO
CONSULENZA SPECIFICA
CREAZIONE DI PROTOCOLLI
FORMAZIONE OPERATORI

Vuoi approfondire l’argomento ed avvalerti di un team specializzato nella valutazione di questa tipologia di rischio? Contattaci.



Per una maggior tutela è fondamentale:
  • acquisire informazioni sull’area dove si andrà ad opera;
  • definire protocolli di sicurezza per la logistica;
  • formare gli operatori su possibili ingaggi;
  • formare i lavoratori su sistemi di negoziazione;
  • ipotizzare di dotare i lavoratori di dispositivi di sicurezza;
  • formare i lavoratori su operazioni di primo soccorso;
  • definire un protocollo di monitoraggio dei lavoratori;
  • creare un protocollo per le situazioni d’emergenza;

Queste analisi e questi protocolli permetteranno all’azienda di:
  • Valutare concretamente i fattori di rischio dell’area operativa e quindi inserire nel documento di valutazione del rischio una sessione specifica al lavoro all’estero dando le linee guida per una maggior sicurezza;
  • introdurre le misure necessarie a garantire la sicurezza nel posto di lavoro;
  • formare adeguatamente i lavoratori sui possibili rischi presenti nel paese ospitante a loro salvaguardia e tutela;
  • trasferire al lavoratore la responsabilità dell’accaduto, nel caso in cui lo stesso fosse sottoposto a rischio per inosservanza dei protocolli e delle disposizioni aziendali;

Adottando tutte queste misure di prevenzione, l’azienda potrà dimostrare di avere agito nel miglior dei modi a tutela dei propri lavoratori, per diminuire quanto più possibile i rischi contingenti, così come previsto dal D.Lgs 81/08.