L'essere istruttore di difesa personale

L'essere istruttore di difesa personale

ESTRATTO

Denis Biliato & Pier Paolo Ibba

L’ESSERE ISTRUTTORE

DI DIFESA PERSONALE

Manuale Tecnico per Operatori Professionisti

 

Ringraziamenti

I ringraziamenti vanno a tutti coloro che hanno contribuito professionalmente a far nascere e sviluppare questo progetto, che ha come fine quello di garantire all’utente finale un servizio formativo professionale e di qualità. Essere un istruttore porta con se tanti aspetti e valori, uno tra tutti, che specifica anche il titolo dato al libro, è quello che un istruttore deve essere istruttore e non farsi attribuire un titolo solo per apparire “istruttore”. La sostanza secondo noi vale molto di più dell’apparenza.

Un doveroso ringraziamento va al Maggiore delle forze speciali israeliane, Avi Nardia, che con la sua esperienza e conoscenza ha contribuito e contribuisce allo sviluppo dei programmi tecnici addestrativi, oltre che prestarsi per nuove ricerche e sperimentazioni in ambito di difesa e protezione.

Un particolare ringraziamento va a CEPAS, in qualità di istituto di Certificazione delle competenze e della formazione, che tramite il suo schema di certificazione ha contribuito a dare maggiore importanza e rilievo alla figura professionale dell’istruttore di difesa personale.

INTRODUZIONE

Quello che viene inteso con il termine “difesa personale” varia incredibilmente da persona a persona.

Nella maggior parte dei casi, si ha una visione molto confusa di quello che sia realmente lo studio e l’applicazione della stessa.

La quale, è bene chiarirlo subito, partendo e sviluppandosi come risposta ad un preciso fenomeno (l’aggressione) non può assolutamente esimersi dallo studio, anche e soprattutto teorico, del fenomeno stesso.

Spesso, infatti, si ritiene che l’esperto di difesa personale sia un soggetto che, di fronte ad un’aggressione, esca indenne dall’inevitabile scontro che ne consegue.

Questa è un’immagine grottesca, entrata nelle nostre menti come modello del tutto sbagliato e aggravato dai film e dai media, immagine inutile e lesiva.

La realtà è ben diversa, il vero esperto di difesa personale è colui che, nel momento in cui si dovesse trovare nella situazione di potenziale pericolo, cerca di mantenere la calma, studia i comportamenti, gli atteggiamenti ed applica tutte le metodologie di dissuasione o negoziazione per evitare quanto più possibile lo scontro fisico.

Se, nonostante questo, il fattore di pericolo potenziale dovesse divenire reale, concreto e temporalmente presente, ed usiamo questa precisazione in modo molto accorto, allora (ma solo allora) reagirà con la massima decisione ed efficacia per tutelare la sua incolumità o quella di terzi.

In parole povere, se ci si avvicina alla difesa personale, occorre avere ben chiaro che non ci si può limitata al solo apprendimento di tecniche, ma deve costruire un bagaglio teorico di conoscenze atte a evitare la situazione di pericolo.

Anche se ci si avvicina alla difesa personale per paura di aggressioni o perché magari si è già stati vittima di una aggressione, è necessario farlo con molta cognizione di causa e soprattutto è necessario scegliere la giusta struttura formativa a cui affidarsi. Un esame preventivo dei vari fattori in gioco, come quelli legali, normativi, etici, psicologici e ambientali, legati all’ambito della difesa personale, sono estremamente utili a valutare in modo consapevole ed informato il percorso che intendiamo iniziare.

Altro tassello importante da definire è quello relativo alle arti marziali finalizzate a gare, competizioni o semplice allenamento, a nostro avviso non è sufficiente praticare un’arte marziale per essere in grado di affrontare un aggressore.

Un’arte marziale praticata per molto tempo può essere d’aiuto nel costituire una base tecnica, ma purtroppo non fornisce strategie e metodologie di scontro in cui non ci sono regole, alterazioni psicologiche, traumi o semplicemente superfici sconnesse, ostacoli o molteplici avversari. Va inoltre ricordato che la maggior parte delle arti marziali insegnate sono da regolamento e definizione delle discipline sportive, ben diverse dalla struttura e concezione della difesa personale, perchè private di elementi di risoluzione definitiva di un conflitto fisico.

Questa è l’illusione più pericolosa, far credere che qualsiasi arte marziale insegnata a livello sportivo possa essere efficace durante una aggressione in strada, basti pensare alla differenza tra il vestiario utilizzato in palestra ed il vestiario che utilizziamo tutti i giorni.

Il primo messaggio che dobbiamo trasmettere e su cui dobbiamo focalizzare la nostra attenzione, è quello di evitare nel modo più assoluto gli scontri, allontanandoci nel minor tempo possibile dalla minaccia, perché in uno scontro fisico non c’è mai un vincitore.

Si tenga sempre presente che in uno scontro la differenza la farà sempre la determinazione, la velocità e il fattore sorpresa che riusciremo a mettere in campo.

Affrontare scenari con presenza di soggetti alterati a carattere psicologico, o a causa di droghe che concorrono ad un’inibizione dolorifica eccezionale, non sarà sicuramente equiparabile a scenari di aspetto sportivo marziale e soprattutto non essendoci arbitri ed ambienti protetti, siccome il dolore si avverte dopo, o in maniera del tutto inibita a causa delle suddette sostanze alteranti, l’aggressore rimane comunque in grado di agire per un tempo sufficiente da essere considerato pericoloso.

Per questo motivo occorre adottare misure e applicare all’occorrenza interventi che creino immobilizzazione o danno debilitante per permetterci di scappare e quindi allontanarci in sicurezza dalla minaccia.

Gli istruttori, quelli che ricoprono questo ruolo con il fine di trasferire conoscenza e non di apparire, assumono l’obbligo morale, etico e professionale di dare il buon esempio e di mettere a disposizione esperienze conoscenza e mezzi, per far fronte ad una reale o potenziale minaccia. Oltre a questo il vero istruttore deve avere la serietà e la competenza per dire la verità sull’efficacia o meno di un movimento o sulla reale possibilità di utilizzo o meno di un determinato oggetto, in base alle situazioni.

Questo libro si propone sia come manuale tecnico professionale che come mezzo per trarre spunti utili alla ricerca e allo sviluppo di metodologie di difesa verbale e fisica sempre più efficaci. L’istruttore, dal nostro punto di vista è un soggetto dinamico nel campo della conoscenza e lo spirito che lo contraddistingue è quello dell’essere e non dell’apparire.

Sulla scia di questa breve introduzione, con la speranza di aver posato i primi tasselli del nostro pensiero, auguriamo una buona in-formazione.


INDICE

INTRODUZIONE Pag 1
1. LA NORMATIVA IN ITALIA » 4
Leggi e Regolamenti » 5
2. LA DIFESA PERSONALE » 22
Stima delle circostanze » 23
Applicazione delle Tecniche di difesa personale » 24
Consapevolezza » 35
Tipologie di aggressione » 36
Parte pratica » 51
3. LIVELLI TECNICI Pag 60
Primo Livello » 61
Secondo Livello » 64
Terzo Livello » 67
Quarto Livello » 70
Quinto Livello » 75
4. COMUNICAZIONE E RELAZIONI Pag 84
Cos’è la comunicazione » 85
Canali e metodi di apprendimento » 97
Linguaggio del corpo » 101
Negoziazione – strategie militari » 109
Analisi comportamentale » 115
Metodi di comunicazione efficaci » 127
Microespressioni facciali ed emozioni » 133
Il Coaching » 144
Lo stress » 160
5. FISIOLOGIA Pag 172
Risposta dell’organismo allo stress » 176
6. ANATOMIA Pag 197
Apparato scheletrico » 198
Articolazioni » 211
Apparato muscolare » 216
Sistema nervoso » 220
BIBLIOGRAFIA Pag 231


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